mercoledì 20 gennaio 2016

A cosa serve far filosofia? (Dialogo al bar)



Chi mostra un po' di interesse per la filosofia dovrebbe essere ormai abituato a quelle solite "questioni da bar" che è quasi costantemente costretto di intraprendere con i "laici" o ancor peggio con i "profeti dell'anti-filosofia". Queste discussioni infatti sono quasi un bisogno, da parte di chi non è familiare al settore, che è volto spesso alla distruzione della filosofia in sè. Come è possibile poter spiegare, davanti a una guinness e noccioline, l'importanza di una cosa così grande? Ovviamente non si può, vista anche la chiusura a priori dell'interlocutore. Ma si possono comunque esporre degli argomenti validi, allora posiamo la pinta e con pazienza proviamo a rispondere:




-Ehi, tu mica facevi filosofia in università?
-Certo, sono al terzo anno, fra poco finisco! Per caso finisci l'ultima pizzetta?
-No, prendila pure. Ma davvero hai studiato per tre anni filosofia? *prende una sorsata esigente di birra*
-Ti ho detto di sì! Tre anni tra le mura della Statale! Dovremmo farci un giro insieme un giorno, c'è una piadineria assurda, e.. *morde la pizzetta* e viscino c'è pue il uomo!
-Cosa c'è?
-*deglutisce* ...E vicino c'è pure il Duomo! Sono andato a vedere la mostra al Museo 900 poco fa e ti dirò che è stata fighissima, contando anche che avevo l'omaggio all'entrata!
-Ah, ordino un'altra birra, tu la vuoi?
-Sì grazie, una chiara però, perchè la guinness dopo un po' mi stomaca, come alla festa della Sara! Ti ricordi che Valeria mi aveva portato quel bicchierozzo scuro di guinness misto vino che ho dovuto bere per forza?*finisce la birra*
-*ordina le birre*Sì cavolo mi ricordo bene! Ma ti posso chiedere come mai hai scelto di fare filosofia?
-*posa il bicchiere finito con soddisfazione* Mi piacciono queste domande personali, vedi, io credo che fin dalle prime righe lette di Schopenhauer, ho capito da subito dove impiegare le mie energie.
-Cioè ti sei lasciato convincere dalle parole di un pazzoide con la parrucca?
-*stira le sopracciglia* Beh, come un matematico si è lasciato "convincere" da dei teoremi molto belli che la matematica sia la disciplina più affascinante! Io non sono mai stato bravo in matematica e non mi ha mai colpito molto. E comunque Schopenhauer non portava la parrucca...
-*alza la mano posando il gomito sul tavolo*Sì ma nella matematica vedo anche io che ci sono delle cose belle e affascinanti *lascia cadere il braccio sul tavolo* ma nei pensieri astratti dei filosofi cosa puoi trovarci?
-*tira uno sguardo accondiscendente*Vedi, credo sia solo la complicità che si crea tra me e la materia: quando leggo certi passi di Platone, o di Gadamer, o di Kant, o di Kierkegaard, provo un'emozione, data dall'aver compreso qualcosa di nuovo, qualcosa che era sotto i miei occhi, ma che non riuscivo a vedere, forse per cecità o forse per pigrizia... Vedi, un autore che mi piace molto leggere appunto è Heidegger, perchè le sue analisi non sono dimostrative, non hanno dei principi dai quali trae delle conseguenze "logiche", è tutto uno spianare un campo, di modo che, con pazienza, vengano fuori dai boschi da sè i vari stupendi animali.
-Ecco, vedi? Non capisco una ceppa di quello che stai dicendo, già facevo fatica a starti dietro quando hai citato tutti i tuoi amichetti parrucconi... Ma si può sapere cosa ci trovi di così importante in questi discorsi incomprensibili? *la barista porta le birre*
-Grazie. *prende in mano la birra chiara* Guarda, fin da piccolo mi sono sempre posto tantissime domande, a partire dalle più innocenti, tipo "cosa sono le stelle?", "come pensano gli animali?", "da dove vengo?", "chi è Dio?" e fin qui trovavo risposte dai miei genitori o dalle maestre... *sorseggia la birra e la posa sul tavolo di legno* poi sono passato all'interno, "chi sono io?", "come faccio a capire il mondo?", "cos'è la coscienza?"... e nessuno sapeva rispondermi, ma non potevo lasciare irrisolte queste domande, mi sembravano di vitale importanza, ero letteralmente innamorato della conoscenza perchè sentivo in me una fortissima ignoranza del mondo.
-E quindi ti sei rivolto alle opinioni dei parrucconi... Eri un pochino complessato a farti tutte queste domande sai? Non ti bastava uscire con la tua vicina Maria e vincere il torneo di calcetto all'oratorio?
-Non è una cosa carina dire a qualcuno che ha avuto un'infanzia "complessata", ammesso che questa parola abbia un significato...
-Hai ragione, scusa, intendevo dire che ti potevi anche accontentare...
-Tranquillo, ma non abbiamo fatto cin! *porge il bicchiere*
-Hai ragione! *colpisce il suo boccale con l'altro*
-Ok, facciamo un esempio veloce: è come se fin da piccolo, oltre alla Maria, avessi visto anche un'altra ragazza, incredibilmente bella e vivace, solare e quant'altro... Solo che l'ho intravista sul pullman, ci siamo scambiati due occhiate di intesa e poi è scesa. La cosa che faccio io è cercare questa ragazza tra i pullman, le macchine di lusso, i calessi, le 4x4... Ma ogni volta che la trovo riesco solo ad avvicinarmi un poco che lei subito scende. Ogni volta che i nostri sguardi si incrociano muoio dalla gioia e poi mi lascia con un vuoto ancora maggiore. Ma non è tutto uno svantaggio, perchè il vuoto che mi lascia mi cambia, mi rende più aperto alle altre opinioni, più fluido tra gli eventi della vita, più serio per le cose importanti, più ricco di ignoranza.
-Continuo a non seguirti vecio.
-Ne riparleremo, intanto chiedi altre pizzette alla barista?



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